Sedentarietà: si può essere “anziani” a vent'anni

Oggi vogliamo raccontarti una storia importante. Una di quelle vicende che se venisse presa come esempio, potrebbe migliorare la qualità di vita di milioni di persone.

Una storia che riguarda il percorso di un nostro Paziente, il Professor Giovanni Canu, insegnante di Matematica e Fisica e docente di Matematica e didattica della Matematica all’Università di Sassari.

Il Prof. Canu, circa dieci anni fa, si rivolse al proprio medico di famiglia per dei dolori lancinanti causati dal cosiddetto colpo della strega.

Sicuramente conoscerai o avrai sentito parlare di questo disturbo. Purtroppo è molto noto, proprio perché estremamente diffuso.

La Lombalgia (è il termine medico) ha un’incidenza di circa il 9,6% sugli uomini, e 8,7% sulle donne, a livello mondiale (fonte Wikipedia).

Ma ritorniamo alla storia del Prof. Canu.

Prima però dobbiamo ripercorrere brevemente la sua storia clinica, indicando dei punti del suo percorso, nei quali un po’ tutti possiamo rispecchiarci.

Da ragazzo, il Professore, era un tipo dinamico e appassionato di Sport. Ovviamente il tempo per praticarlo andava diminuendo, proporzionalmente con la mole di studi che affrontava man mano.

La passione per lo Studio, che da lì a poco andava a trasformarsi nella sua professione e, come lui stesso ci ha raccontato – il non riuscire a ritagliare più un po’ di tempo per le lunghe camminate, che prima era solito fare ogni giorno – lo portarono verso l’età di quarant’anni, a sentire una forte diminuzione della dinamicità fisica.

Presa coscienza di questo cambiamento non proprio positivo, cominciò a pensare di riattivare il suo corpo tramite l’utilizzo della bicicletta – notando anche l’enorme differenza con il periodo della prima giovinezza, nel quale, con la bici poteva eseguire vere e proprie acrobazie.

Pian piano però, grazie alla sua costanza, le facoltà motorie – l’energia e la forza, ritornarono ad essere una condizione normale e assolutamente determinante per la qualità di vita del Professore.

Più tardi si avvicina al Tennis, un sodalizio, che da lì in poi, diventerà una fortissima passione che accompagna tutt’ora la sua vita.

A cavallo tra la fine degli anni novanta e l’inizio del duemila però, il Professore inizia a non sentire il giusto sostegno alla schiena e ad avvertire sporadici dolori.

Negli otto anni successivi, quelle che erano iniziate come fitte non preoccupanti, si trasformarono, per l’appunto, in veri e dolorosissimi colpi della strega.

Come sempre dovrebbe accadere, il Professore, a quel punto, decise di rivolgersi al proprio Medico di base, per trovare una soluzione a questa condizione insopportabile.

Diligentemente, il medico, effettuate le analisi del caso, gli prescrisse il giusto protocollo di cure, che prevedeva una terapia iniziale con un miorilassante che, a detta del Professore, gli diede un sollievo immediato.

Ovviamente, il rilassamento muscolare, in questi casi non è concepibile come una soluzione definitiva (anche perché come diciamo sempre: in medicina non vi è niente di definitivo), e i dolori continuavano a persistere, non appena l’effetto andava scemando.

A questo punto, come prevede il protocollo medico, al Professore fu prescritto un Fans.

Purtroppo però, gli effetti collaterali di questo farmaco, ebbero un contraccolpo estremamente negativo sulla condizione fisica del Professore, anche a livello gastrico.

Visto il problema, il medico di famiglia, attento e meticoloso, suggerì al Professor Canu, di recarsi presso lo Studio del Centro Medicasa per un nostro consulto.

Ci teniamo ad affermare che questo è il “gioco di squadra” che, in casi come questi, dovrebbe essere consueto nell’ambito medico, grazie a figure dall’alto profilo professionale come il Medico di famiglia in questione.

Era il 2008. Approdato al nostro Centro, il Professore fu accolto dallo Staff e preso in analisi dal Dott. Alberto Mura.

Alberto (lo chiamiamo così noi dello Staff 🙂 ) volle analizzare ogni singolo dettaglio della storia clinica del Prof. Canu e, come sempre, iniziare a individuare le cause di questo tremendo disturbo.

Presa visione del possibile trattamento, il Professor Canu fu accompagnato in un percorso riabilitativo che prevedeva, fra le altre cose, l’eliminazione progressiva dei farmaci prescritti.

Questo è un punto cruciale che descrive la mentalità del nostro Centro Medicasa e del Dott. Mura, ovvero l’idea per la quale il farmaco deve essere considerato come un alleato importante per le terapie, ma non la soluzione principale (in questi casi, ovviamente).

Soffermarsi sulla causa del disturbo, e non dirigersi unicamente sulla cura dei sintomi, ha fatto si che il Professor Canu, non solo riacquistasse la piena capacità motoria, eliminando anche i dolorosissimi colpi della strega, ma fu messo anche nella piacevole condizione di non assumere più i Fans e i miorilassanti.

Da dieci anni fa ad oggi, il Prof. Canu, all’età di 71 anni, esegue con costanza gli esercizi fisici insegnatigli dal Dott. Mura, e può permettersi di praticare – 3 volte a settimana – il suo amato Tennis, fare le sue lunghe camminate e vivere una condizione Psico-fisica paragonabile a quella di un quarantenne.

Volevamo condividere con te questa bellissima storia, per diffondere un concetto che spesso viene trascurato…

Il percorso di cure di disturbi come quello affrontato dal Prof. Canu, parte dal consultare il proprio medico, che a sua volta può direzionare – verso ulteriori Centri Specializzati, il proprio Paziente.

Il contributo decisivo però, è in mano al Paziente stesso, che può decidere di non essere poi costante nel mantenere la propria condizione Psico-fisica, affrontandone le conseguenze (spesso anche molto gravi), oppure, può prendersi cura di se stesso – avere un punto di riferimento competente – al quale rivolgersi qualora lo ritenesse necessario (ancora oggi il Prof. Canu si rivolge al Centro Medicasa e al Dott. Mura per consigli e visite di controllo).

Questo concetto non riguarda solo la sedentarietà di coloro che fanno lavori cosiddetti di concetto (stare alla scrivania, per intenderci), ma anche e sopratutto tutti coloro che vivono dai lavori classificati come usuranti.

Le soluzioni esistono ma, vogliamo ripeterlo ancora una volta, devono essere vissute come un lavoro di squadra e con costanza.

In casi come questi, possiamo affermare, riguardo il tema della giovinezza e della buona qualità di vita, che l’età anagrafica può essere relativa, come dimostrato dal Prof. Canu, che con la cura della propria condizione psico-fisica, può permettersi ancora oggi, di dare filo da torcere anche a qualche trentenne, in una partita di Tennis 🙂 .

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