Periostite tibiale

E’ un processo infiammatorio a carico del periostio.

Il periostio è la membrana che avvolge le ossa, svolge una funzione di protezione, nutrimento e rigenerazione ossea. Attraverso questa membrana, i muscoli si inseriscono all’osso tramite strutture tendinee o aponeurotiche. La patologia può interessare un solo osso (solitamente la tibia, nella sua forma più comune) oppure più elementi dello scheletro. Si verifica con maggiore frequenza in caso di:

  • Piede cavo: il piede cavo mette eccessivamente in tensione le strutture posteriori;
  • Pronazione del piede: il muscolo tibiale posteriore, essendo un supinatore, viene eccessivamente caricato nei piedi pronati.

Cause

I soggetti colpiti nella stragrande maggioranza dei casi sono runner, podisti o velocisti, ma in certi casi la periostite interessa calciatori, cestisti e altri sportivi che corrono molto.
Gli atleti provocano un sovraccarico funzionale su questa struttura, a livello anteriore e interno della tibia. L’infiammazione del periostio si può verificareanche dopo un trauma diretto sull’osso. Il tibiale posteriore è un muscolo supinatore, quindi fondamentale nei movimenti del piede, per l’equilibrio e la correzione della postura.
Gli atleti che soffrono di più per questo problema sono quelli che hanno un piede cavo e pronato perché mantengono in allungamento il muscolo tibiale posteriore durante la corsa. La periostite colpisce soprattutto durante i periodi in cui c’è un incremento notevole dei km percorsi o della velocità, inoltre si può avvertire alla ripresa degli allenamenti dopo una pausa.
Altri fattori che favoriscono la comparsa della patologia sono:

  • Calzature non adeguate;
  • Corsa in discesa;
  • Terreno di gioco troppo duro;
  • Obesità;
  • Eterometria degli arti inferiori (lunghezza diversa).
  • composizione interna dellosso.

Sintomi

Il dolore può iniziare dopo un trauma oppure con il sovraccarico, simile ad una tendinite. Gli atleti avvertono un dolore che inizia con intensità ridotta, ma con il passare del tempo, cresce progressivamente fino a diventare insopportabile e pungente; inoltre si può presentare anche di notte.
Il sintomo principale è il dolore nella regione centrale e interna della tibia, e può colpire solo una gamba o essere bilaterale. Durante i movimenti di flessione plantare, correndo e saltando, i sintomi e il dolore si avvertono molto più intensamente, mentra a riposo si riducono. Il dolore aumenta al tatto (premendo sullarea infiammata).

Esami strumentali

La radiografia riesce ad evidenziare delle anomalie del periostio e della tibia, mentre la scintigrafia ossea permette di escludere altre patologie, per esempio un tumore osseo o una microfrattura da stress.
Si pu eseguire una Risonanza magnetica, in grado di mostrare un eventuale edema dell’osso.

Trattamento

In fase acuta la terapia migliore è la crioterapia (ghiaccio) e il riposo: è fondamentale interrompere le attività sportive prima che la periostite diventi cronica.
Dopo i primi 2/3 giorni, bisogna identificare il fattore scatenante del problema per eliminare la causa e non solo i sintomi: altrimenti, alla ripresa degli allenamenti, aumenta il rischio di recidiva.
Bisogna quindi capire se:

  • Il paziente ha una marcata ipotrofia dei muscoli: soleo e tibiale posteriore,
  • Ha esagerato con l’allenamento su terreni duri e in pendenza.

Per agire sull’infiammazione sono indicate le terapie fisiche con effetto antinfiammatorio: le più indicate sono la Tecar terapia e la Laserterapia, poiché penetrano nei tessuti connettivi come il periostio. Anche le onde d’urto sono indicate per questo disturbo.
Contemporaneamente, se il paziente ha un difetto podalico, si dovrebbe utilizzare un plantare per correggere l’appoggio.
Se la causa del disturbo è il tipo di allenamento bisogna effettuare delle modifiche per ridurre il carico sul periostio tibiale.
La terapie manuali e fasciali permettono di liberare i blocchi delle articolazioni nei piedi e nella caviglia e di eliminare le contratture dei muscoli. In questo modo il piede e la caviglia hanno un movimento più naturale e il sovraccarico sull’osso si riduce.

Prognosi

I tempi di guarigione variano da 1 a 4 mesi se il paziente riposa ed effettua le terapie adatte.
La prevenzione delle recidive è fondamentale: bisogna cambiare le scarpe, il terreno per l’allenamento, perdere peso ed eventualmente inserire un plantare nelle scarpe.

Diagnostica:

Rx, scintigrafia ossea, rm, ecografia.

Palpazione: Palpazione dolente in prossimit dellinserzione del tibiale posteriore sul periostio.

Mobilità: normale.

Non ci sono test specifici, l’anamnesi e la palpazione  permettono allo specialista di diagnosticare questa patologia. Eventualmente un esame diagnostico può essere utile per escludere altre patologie.

Trattamento conservativo:

Plantari;

Terapia medica: fans, antinfiammatori;

Fisioterapia;

Terapia fisica: onda d’urto, laserterapia, cryo terapia, ultrasuono, magnetoterapia, Tecarterapia, correnti antalgiche.

Riabilitazione: chinesiterapia, terapie manuali e fasciali.